Elisabetta Mandrioli
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storica Baracca di Demetrio Presini
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Fagiolino
Rappresenta il monello dei bassifondi della Bologna ottocentesca, sempre affamato, sporco e lacero. Il nome può derivare da "faggio" (il legno del suo bastone) o da "fagiolo", il legume troppo spesso presente sulle mense povere del popolo [http://www.burattinidiriccardo.it/burattini/maschere/]
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Sganapino
Il suo ruolo è quello di spalla di Fagiolino. E' un tipo ingenuo e casalingo, apprezzato per la sua semplicità e simpatia. Il nome può derivare dalla storpiatura del dialettale "canapia" (il lungo naso che si ritrova), oppure dall'antico "sganapèr" (divorare voracemente) [http://www.burattinidiriccardo.it/burattini/maschere/]
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Balanzone
Di aspetto gaudente e fisico robusto, come "grassa" è la sua Bologna, il Dottor Balanzone rappresenta la più antica Università che ha procurato alla città l'appellativo di "dotta". Il nome deriva da "bala" (dialettale: menzogna) o da "balanza" (dialettale: grande bilancia), simbolo della giustizia e dei suoi studi in legge [http://www.burattinidiriccardo.it/burattini/maschere/]
Saccente e presuntuoso, si lascia andare spesso a verbosi discorsi infarciti di citazioni colte in latino maccheronico. Pedante, cavilloso, prodigo di inutili insegnamenti e di consigli inappropriati, è sempre pronto a iniziare uno dei suoi infiniti sproloqui "dotti" a suon di parole storpiate e discorsi ampollosi ma senza senso [Wikipedia]
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Burattini di Riccardo: omaggio a Presini

Compagnia Burattini di Riccardo, Omaggio a Presini, Bologna 22 settembre 2012
Spettacolo: "Fagiolino e Sganapino Burattinai", favola a cura della Compagnia Burattini di Riccardo.

Questa serie di fotografie è stata scattata durante la manifestazione - a cura della Compagnia Burattini di Riccardo - organizzata il 22 settembre 2012 in piazza Trento e Trieste, a Bologna, come omaggio al Maestro Burattinaio Demetrio Presini a dieci anni dalla sua scomparsa.
Demetrio Presini (1918-2002), storico burattinaio bolognese, fondò la propria Compagnia nel 1957 e dal 1968 al 1983, insieme a Maria Farnè e al figlio Patrizio Presini, animò ogni anno le sere d'estate bolognesi con i suoi spettacoli di burattini in piazza Trento e Trieste.
Essendo nata nel 1974, io ho il ricordo di quando i miei genitori, alla fine degli anni '70 e nei primi anni '80, mi portavano in piazza Trento e Trieste a vedere "i burattini". Bisognava arrivare con un po' di anticipo, altrimenti si rischiava di non trovare da sedere. Io guardavo i burattini muoversi, ma mi annoiavo anche un po', perché gli spettacoli erano in dialetto bolognese e il linguaggio mi era ostico. Però qualcosa è rimasto, dentro. Un ricordo, una fascinazione d'infanzia. Oggi i burattini catturano prepotentemente la mia attenzione: non solo per le loro fattezze, ma anche per ciò che evocano. Arrivare in piazza Trento e Trieste e vedere la storica Baracca di Presini, con la fila di sedie lì davanti, in una tiepida sera di settembre del 2012, è stato un tuffo nel tempo. E la fotografia da reportage si fa memoria.

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