Elisabetta Mandrioli
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Gatti

Il gatto... "è immagine vivente del silenzio, ma non del vuoto; il suo è un silenzio denso, dove occhi che vedono sei volte più di quelli umani perlustrano le tenebre nella notte e penetrano il buio della coscienza, scrutano con lo sguardo trafittivo dell’intuizione ed esplorano alla luce lunare dell’immaginazione" (Claudio Widmann, Il gatto e i suoi simboli, 2012, p. 40)

"Lei giocava con la sua gatta
E che meraviglia era vedere
La bianca mano e la bianca zampa
Trastullarsi nell’ombra della sera!
Lei nascondeva – la scellerata –
Sotto i guanti di filo nero
Le micidiali unghie d’agata
Taglienti e chiare come un rasoio.
Anche l’altra faceva la smorfiosa
E ritraeva i suoi artigli d’acciaio,
Ma il diavolo non ci perdeva nulla
E nel boudoir, in cui tintinnava, aereo,
Il suo riso, scintillavano quattro punti fosforescenti"
(Paul Verlaine, Donne e gatti, da Poesie saturnine, 1866)

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