Elisabetta Mandrioli

La fotografia umanista

31-12-2014 01:38

"Una corrente lirica, calda, fervente e attenta alla condizione umana si delinea e poco a poco si trasforma in quella scuola umanista che sarà l'orgoglio di Parigi negli anni Cinquanta e che vuole non tanto descrivere 'il transitorio, il fuggitivo', quanto quello che Baudelaire chiamava 'l'eterno e l'immutabile'" (Paris mon amour, a cura di Jean-Claude Gautrand)

“I fotografi umanisti si inseriscono nel filone del ‘realismo poetico’. … Privilegiano ‘la persona umana, la sua dignità, il rapporto con il suo ambiente’ (1) . … Questa corrente, che ‘attinge le sue idee generose dal Front populaire’ (2), si sforza di mostrare ‘la bellezza nascosta della realtà che diviene poesia’ (3). Quando analizza La panoplie photographique du réalisme poétique, l'editore Claude Nori sottolinea che, per questi fotografi umanisti, ‘il fatto di vagare senza scopo, di perseguire la casualità degli angoli delle vie e degli incontri diventa il vero e proprio progetto fotografico’” (Izis. Il Poeta della Fotografia, edizione it. Alinari, 2014. Catalogo della mostra a cura di Manuel Bidermanas e Armelle Canitrot – introduzione di Armelle Canitrot)

(1) La photographie humaniste, 1945-1968, op.cit.
(2) Claude Nori, La panoplie photographique du réalisme poétique, in Les Photographes humanistes: Doisneau, Boubat, Izis et les autres, 1983, Les Cahiers de la photographie, n.9, pp.18-29
(3) Marie de Thézy, La Photographie humaniste 1930-1960: Histoire d’un mouvement en France, Paris, Edition Contrejour, 1992, p.11
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