Elisabetta Mandrioli

Qualche nota sul mio metodo di lavoro

08-03-2014 02:38

Ogni fotografia che viene scattata in formato Raw (il corrispettivo digitale del negativo della fotografia analogica) deve essere successivamente “sviluppata” attraverso software appositi, come, per esempio, Lightroom o Photoshop. Concretamente, questo significa che al termine della fase di scatto c’è un secondo momento di lavoro, molto importante, chiamato "post produzione", spesso più lungo e impegnativo del primo.
Sul livello “giusto” di intervento in post produzione il dibattito è aperto e molto dipende dallo stile e dalla "scuola" del fotografo/artista: si può andare dalla semplice regolazione dei parametri fondamentali (contrasto, colore...) a ritocchi più invasivi (cancellazione di intere parti dell’immagine, fotomontaggi, modifiche ai lineamenti del volto e/o al corpo del soggetto...) che alterano decisamente l’immagine iniziale.
Il mio stile predilige un lavoro di post produzione finalizzato a valorizzare gli elementi significativi della foto, ma senza alterazioni invasive. In altre parole, ritengo che la post produzione costituisca una fase necessaria e indispensabile, perché consente di lavorare e migliorare l'immagine (così come una volta si faceva in camera oscura); tuttavia, i correttivi da me apportati sono sempre in linea con lo spirito originario dello scatto. Quindi, nella maggior parte dei casi e salvo richieste o necessità specifiche, il mio lavoro di post produzione agisce soprattutto a livello di taglio dell’immagine, regolazione dei colori, contrasto, luci ed ombre, nitidezza, raddrizzamento delle linee. Inoltre, quando lo ritengo opportuno, opero la trasformazione in bianco e nero, in seppia o in altre varianti. Ogni trasformazione, comunque, è sempre personalizzata in base alla specifica foto: non mi limito ad una mera applicazione di effetti standard presenti nel software di post produzione, ma intervengo con una variazione manuale dei parametri finché non ottengo il risultato che mi soddisfa. Ne deriva che, nella quasi totalità dei casi, al termine del lavoro ogni mia fotografia costituisce un unicum.
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